Monday, September 6, 2010

Omofobia nel mondo

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ILGA ha diffuso il rapporto riguardante l’omofobia nel mondo, rapporto aggiornato a Maggio 2009. ILGA raccomanda di dare la massima diffusione a queste notizie ed eventualmente di stampare ed affiggere nelle sedi delle associazioni, dei circoli e dei locali i file .pdf che si trovano nel loro sito, raggiungibile cliccando sul banner più sopra o sui link qui di seguito.

http://www.gayaitalia.net/newgiwp/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/default.gif download: Mappa omofobia 2009 (2.29MB)
added: 24/06/2009
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description: La mappa dell'omofobia nel mondo, aggiornata a maggio 2009.

http://www.gayaitalia.net/newgiwp/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Rapporto 2009 ILGA (700.06KB)
added: 24/06/2009
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description: Il rapporto ILGA riguardo l'omofobia nel mondo, aggiornato a maggio 2009.

Interessante la mappa a colori che rappresenta graficamente in quali nazioni ancora si perseguono con il carcere le relazioni tra persone consenzienti dello stesso sesso, quali invece proteggono le persone GLBT con leggi anti discriminatorie, quali nazioni hanno riconosciuto legalmente le unioni matrimoniali o pseudomatrimoniali, ecc.

Tutte le informazioni sono in inglese, francese, spagnolo, portoghese.

L’omofobia è la paura, l’avversione, o la discriminazione contro l’omosessualità e le persone omosessuali. E’ l’odio, l’ostilità, la disapprovazione nei confronti delle persone omosessuali.

Così inizia il rapporto annuale del 2009 redatto da ILGA sulla siatuazione mondiale delle leggi riguardanti l’omosessualità e le persone omosessuali, e che riporta in maniera piuttosto approfondita e chiara quali sono i paesi che hanno legiferato a favore degli omosessuali e quali ancora mantengono nel proprio impianto legislativo norme contro sia l’omosessualità intesa come atto sessuali tra persone dello stesso sesso, sia contro le persone omosessuali.

Il rapporto è stato redatto basandosi sulle ricerche condotte da Daniel Ottoson della Sodertorn University di Stoccolma, Svezia.

Scopriamo così che non meno di 80 nazioni nel mondo considerano illegale l’atto sessuale tra persone dello stesso sesso, e lo puniscono con detenzioni in carcere variabili da alcuni mesi fino a 14 anni (ad esempio le care e tanto amate dai gay Maldive) in virtù della Sharia, la legge religiosa musulmana che purtroppo sta prendendo sempre più piede nel mondo.
Di questi paesi, 5  (Iran, Mauritania, Arabia Saudita, Sudan, Yemen e alcune zone della Nigeria e della Somalia) gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso sono puniti adirittura con la morte.

C’è da dire che non tutti questi paesi mettono regolarmente e sistematicamente in pratica le loro leggi omofobiche; ma la presenza di queste leggi rafforza l’idea che buona parte della popolazione possa essere tranquillamente discriminata in ogni aspetto della vita sociale. Senza contare il fatto che privati cittadini si coalizzano in gruppi che aggrediscono o adirittura uccidono persone omosessuali, senza per questo essere perseguiti dalla legge.
Questo è il caso dell’Iraq, dove le leggi del 1969 sono state ripristinate dopo l’invasione americana nel 2003. Queste leggi non proibiscono espressamente le relazioni omosessuali, ma svariati rapporti indicano che alcuni giudici autoproclamatisi seguono alla lettera la Sharia e hanno emesso sentenze di morte contro persone omosessuali. Inoltre, molto spesso la milizia ha sequestrato, torturato e ucciso persone LGBT. Quindi, nonostante le leggi non siano contrarie, le persone omosessuali in Iraq vivono una situazione di grave rischio.

Torniamo alle Maldive, isole meravigliose, meta delle vacanze da sogno che ognuno di noi vorrebbe fare. Anche alle Maldive il codice penale non si esprime riguardo la condotta sessuale delle persone; purtroppo la legge religiosa musulmana Sharia criminalizza le relazioni omosessuali maschili e femminili. Per gli uomini la punizione è l’esilio da 9 mesi ad un anno oppure da 10 a 30 vergate, mentre per le donne si tratta dell’arresto domiciliare da 9 mesi fiono ad 1 anno. Ed è stato riportato che anche per le donne ci sono state punizioni corporali.

Passiamo ora all’Egitto, altra meta turistica tra le preferite dagli italiani, gay o etero che siano. Qui la legge non proibisce atti sessuali tra persone adulte e consenzienti dello stesso sesso se commessi in privato. Ma le leggi promulgate per combattere la prostituzione sono state comunque utilizzate per imprigionare persone gay negli ultimi anni. La pena varia da 3 mesi fino a 3 annni di carcere.

Un altro paradiso terrestre, meta di turismo italiano e occidentale in genere, non risulta essere un paradiso per le persone omosessuali. Stiamo parlando delle isole Mauritius, dove gli atti di sodomia sono puniti penalmente con reclusione fino a 5 anni.

Se vi viene voglia di passare le vacanze alle Barbados sappiate che la loro legge parla chiaro: gli atti seriamente indecenti vengono puniti con la reclusione da 10 a 15 anni. E un atto seriamente indecente per la legge delle Barbados è qualsiasi atto che implichi l’uso degli organi genitali, praticato da una o più persone, allo scopo di soddisfare i desideri sessuali. Con questo siete fuorilegge anche se vi masturbate da soli/sole.
Mentre gli atti di sodomia sono puniti con il carcere a vita.

In Indonesia i rapporti omosessuali non sono proibiti, in base al loro codice penale. La proibizione riguarda solamente gli atti omosessuali con minori. In deroga a questo, dal 2002 il parlamento indonesiano ha dato facoltà alla provincia di Aceh di adottare e attuare le leggi della Sharia musulmana, da appplicare esclusivamente alle persone di credo musulmano. Stat\e comunque all’occhio.

In Jamaica gli atti di sodomia tra maschi sono puniti con il carcere e i lavori forzati da 2 anni e fino a 10 anni.

Attenzione anche se andate in Kenya, dove i maschietti rischiano fino a 21 anni di carcere se coinvolti in atti sessuali con persone dello stesso sesso.

In Malaysia si puniscono proprio la sodomia e la pratica del sesso orale (quindi anche se l’atto avviene tra uomo e donna). Per questi atti si rischiano fino a 20 anni di carcere e anche punizioni corporali. Senza contare il fatto che anche qui la Sharia viene applicata in alcune regioni alle persone di credo musulmano.

Anche in Marocco (altra meta turistica molto battuta dai gay italiani) per atti di sesso omosessuale si possono scontare pene da 6 mesi di carcere fino a 3 anni, combinate con sanzioni pecuniarie; senza tener conto di eventuali e non specificate aggravanti.

Se andate alle Seychelles state all’occhio: i rapporti omosessuali maschili qui vengono puniti con 14 anni di carcere.

In Tunisia rischiate 3 anni di carcere.

Negli Emirati Arabi Uniti qualsiasi attività sessuale a di fuori del matrimonio eterosessuale è vietata. Gli atti omosessuali sembra siano puniti con la morte, ma le varie traduzioni dall’arabo sono discordanti.

Perciò, anche se vi muovete per lavoro oltre che per vacanza, vi suggeriamo di dare una letta al documento dell’ILGA per verificare se nel paese dove andrete vi sono condizioni favorevoli o sfavorevoli alle persone omosessuali.

Diamo ora un riassunto del rapporto ILGA 2009, aggiornato a maggio 2009:

- 115 le nazioni (tra cui anche l’Italia) in cui i rapporti omosessuali non sono illegali;
- 80 le nazioni (fortunatamente non l’Italia) in cui i rapporti omosessuali sono invece illegali e puniti in vario modo;
- 5 le nazioni (più una parte della Somalia e della Nigeria) in cui i rapporti omosessuali sono puniti con la morte;
- 48 le nazioni (tra cui anche l’Italia) in cui sono proibite sul posto di lavoro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale;
- 16 le nazioni (tra cui anche l’Italia) in cui sono proibite sul posto di lavoro le discriminazioni basate sul genere sessuale;
- 10 le nazioni (ma non l’Italia) in cui sono proibite dalla Costituzione le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale;
- 16 le nazioni (ma non l’Italia) in cui si considera come aggravante dei crimini l’odio basato sull’orientamento sessuale delle vittime;
- 1 nazione (che non è l’Italia) in cui si cosidera come aggravante dei crimini l’odio basato sull’identità di genere delle vittime;
- 17 le nazioni (ma non l’Italia) in cui è proibito l’incitamento all’odio basato sull’orientamento sessuale;
- 7 le nazioni (ma non l’Italia) in cui l’istituto del matrimonio è stato allargato alle coppie dello stesso sesso;
- 8 le nazioni (ma non l’Italia) in cui vengono legalmente riconosciute unioni diverse dal matrimonio e molti conseguenti diritti;
- 12 le nazioni (ma non l’Italia) in cui vengono riconosciuti alle coppie omsessuali regolarmente registrate alcuni diritti matrimoniali;
- 10 le nazioni (ma non l’Italia) in cui sono legali le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali;
- 15 le nazioni (tra cui anche l’Italia) in cui si riconosce la piena riassegnazione di genere dopo operazioni di cambio di sesso.

E per finire, una curiosità: in Lesotho, nello Swaziland, nel Belize e a Trinidad e Tobago è proibito l’ingresso nello spazio dello Stato alle persone lesbiche, gay e bisex.

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