Sunday, September 5, 2010

Unioni gay in Paesi cattolici

PORTUGAL-GAY-MARRIAGETre Paesi di cultura cattolica approvano le unioni tra omosessuali

Il Messico, uno dei Paesi cattolici più popolosi al mondo, ha approvato in Parlamento il provvedimento Revolucion rosa, che cambia il codice civile che già permetteva dal 2006 i Pacs e che era già tra i più evoluti dell’America latina.
Se non ci saranno ricorsi da parte della destra cristiana, il prossimo marzo si celebreranno le prime nozze tra omosessuali.

Gli articoli del Codice civile messicano che sono stati cambiati sono il 146, che prima definiva il matrimonio come unione tra un uomo e una donna, e che adesso è stato cambiato in unione tra due persone, e il 391, che consente l’adozione di minori, esclusa finora dai Pacs. Il deputato Rono del Prd, partito di maggioranza in Parlamento ha ricordato: “Per secoli leggi ingiuste hanno proibito le nozze tra bianchi e neri, tra indios ed europei, l’amore con gli stranieri. Oggi tutte quelle barriere sono scomparse, rimaneva in piedi un unico ostacolo, e l’abbiamo eliminato”.

Ancora più a sud, in Argentina, un giudice ha autorizzato il primo matrimonio gay di Buenos Aires dichiarando anticostituzionali gli articoli del codice civile in cui si dice che a sposarsi possano solo essere un uomo e una donna, e al Congresso sono in discussione due progetti di legge che dovrebbero legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Nel Paese sudamericano si sono messe le discriminazioni degli omosessuali sullo stesso piano delle leggi razziali contro gli indios in vigore fino a non molti anni fa.

Tornando in Europa, in Slovenia è stato approvato il nuovo diritto di famiglia, che riconosce le coppie omosessuali e dà loro la possibilità di adottare bambini. Le frange conservatrici paventano già un referendum abrogativo, mentre il ministro della famiglia Ivan Svetlik ha dichiarato: “Non intendiamo creare nuove forme di famiglia, ma riconoscere quello che nella realtà già esiste e la famiglia tradizionale godrà anche in futuro del pieno appoggio e della protezione dello Stato”.

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